Pasta e fagioli
La minestra dei giorni freddi, quella che scalda le mani anche solo tenendo la scodella. Cresciamo tutti con questo piatto nella memoria.
- 1 ora (con fagioli ammollati)
- Facile
- ×4
Zuppe, brasati e dolci per le sere fredde
Con il freddo la pentola restava sul fuoco tutto il giorno: fagioli, lenticchie, brodi e brasati che si sfanno in bocca. Queste ricette d'inverno scaldano la casa e la tavola, e si possono preparare in anticipo.
Apri nelle ricetteLa minestra dei giorni freddi, quella che scalda le mani anche solo tenendo la scodella. Cresciamo tutti con questo piatto nella memoria.
Si faceva col pane di due giorni prima, perché in casa non si buttava niente. Ed è venuta fuori una delle zuppe più buone del mondo.
I legumi in casa non mancavano mai, e questa crema calda col pane tostato era la cena delle sere di pioggia. Semplice e buona da piangere.
Dentro ci va quello che c'è. Il minestrone non ha una ricetta fissa: ha la stagione, e la stagione non sbaglia mai.
Il primo delle feste. Il brodo deve essere chiaro e saporito, e i tortellini si contano uno per uno nel piatto, come si faceva una volta.
Questo è il piatto delle domeniche d'inverno, quando fuori piove e il fuoco sta basso per tre ore. La carne diventa così tenera che il coltello quasi non serve.
Un piatto che scalda le ossa. Le patate si sfaldano appena e legano il sugo: quando lo giri col cucchiaio di legno capisci da solo che è pronto.
Un secondo senza carne che sazia come pochi. Salvia, aglio e pomodoro: tre cose da niente che insieme fanno un piatto che sa di cucina povera e di casa.
Tesoro, le lasagne non hanno fretta: ragù lento, besciamella vellutata e una crosticina dorata che mette tutti d'accordo. Preparale con calma e lasciale riposare prima del taglio: arriveranno in tavola belle compatte, proprio come quelle della domenica dalla Nonna.
Il piatto che mette d'accordo tutti, con la crosticina sopra che si contende a tavola. Si prepara la mattina e si inforna prima di pranzo.
Il polpettone era il modo di far bastare la carne per tutti. Si affetta a tavola davanti a tutti, e quel momento in cui si vede il cuore di uovo vale la fatica.
Il dolce che si faceva ai bambini quando pioveva e non si poteva uscire. Denso, scuro, con quella pellicina sopra che qualcuno adora e qualcuno toglie.
Niente farina, solo mandorle e cioccolato: fuori si crepa, dentro resta umida. Un dolce che sembra difficile e invece è generoso.
Il dolce dell'autunno povero: farina di castagne, acqua, rosmarino. Sembra impossibile che con così poco venga fuori qualcosa di buono, e invece.
Un dolce leggero e profumato, per chi non ce la fa più dopo il pranzo di Natale ma vuole comunque qualcosa di buono. Le pere diventano rosse e tenere, con lo sciroppo che sa di cannella e di arancia.
Densa quasi come un budino, scura e profumata: la cioccolata calda che si beveva a cucchiaino davanti al camino, mentre fuori nevicava. Bastano pochi ingredienti e qualche minuto di pazienza con il cucchiaio in mano.
Vino rosso caldo, arancia e spezie: una bevanda per scaldare le mani e il cuore nelle sere di dicembre, tra una passeggiata e il panettone. Solo per adulti, e da sorseggiare piano.
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