Risotto allo zafferano
Giallo come il sole di settembre. Il risotto vuole compagnia: stagli vicino, mescola e parlagli, che viene meglio.
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Dal quaderno di cucina
Accomodati, tesoro. Qui trovi i piatti che si facevano in casa: ingredienti semplici, procedimenti spiegati per bene e, in fondo a ogni ricetta, il consiglio che non si trova sui libri.

50 ricette inedite di antipasti, dal Piemonte alla Sicilia.
9,90 €Vedi offertaGiallo come il sole di settembre. Il risotto vuole compagnia: stagli vicino, mescola e parlagli, che viene meglio.
Dentro ci va quello che c'è. Il minestrone non ha una ricetta fissa: ha la stagione, e la stagione non sbaglia mai.
Si faceva col pane di due giorni prima, perché in casa non si buttava niente. Ed è venuta fuori una delle zuppe più buone del mondo.
Profumo di bosco in cucina. Quando arrivavano i porcini buoni, si mettevano da parte le altre ricette e si faceva solo questo.
Un piatto che scalda le ossa. Le patate si sfaldano appena e legano il sugo: quando lo giri col cucchiaio di legno capisci da solo che è pronto.
Un secondo senza carne che sazia come pochi. Salvia, aglio e pomodoro: tre cose da niente che insieme fanno un piatto che sa di cucina povera e di casa.
Le mele che stanno diventando troppo mature non si buttano: diventano questa torta umida e profumata di cannella che riempie la casa mentre cuoce.
Il dolce dell'autunno povero: farina di castagne, acqua, rosmarino. Sembra impossibile che con così poco venga fuori qualcosa di buono, e invece.
Anelli di mela nella pastella, fritti e passati nello zucchero: si mangiano in piedi accanto ai fornelli, appena tiepidi, e non arrivano mai al piatto di portata.
Il risotto d'autunno, che profuma di legna e di passeggiate nel bosco. Vuole pazienza e mestolo, ma ti ripaga.
Una teglia sola, mezz'ora di forno e la cena è servita. Le patate prendono il sapore della salsiccia e diventano la parte più buona.
Un dolce leggero e profumato, per chi non ce la fa più dopo il pranzo di Natale ma vuole comunque qualcosa di buono. Le pere diventano rosse e tenere, con lo sciroppo che sa di cannella e di arancia.
Densa quasi come un budino, scura e profumata: la cioccolata calda che si beveva a cucchiaino davanti al camino, mentre fuori nevicava. Bastano pochi ingredienti e qualche minuto di pazienza con il cucchiaio in mano.
Vino rosso caldo, arancia e spezie: una bevanda per scaldare le mani e il cuore nelle sere di dicembre, tra una passeggiata e il panettone. Solo per adulti, e da sorseggiare piano.
Lunghi, nodosi e con una mandorla al posto dell'unghia: i biscotti che fanno ridere i bambini e un po' tremare i grandi. Una goccia di marmellata di lamponi sotto l'unghia e sembrano usciti dal calderone.
Una torta soffice e profumata, arancione come le foglie d'autunno. La zucca la rende umida e leggera, e la cannella le dà quel profumo che fa venire voglia di accendere il forno ogni domenica d'ottobre.
Una crema vellutata e dolce, calda come un abbraccio, con i crostini croccanti sopra. È la zuppa delle prime sere fresche: si fa con pochi ingredienti e scalda la casa e lo stomaco.
Un risotto dorato, cremoso e dolce, con la zucca che in cottura quasi si scioglie nel riso. Il piatto delle prime sere fresche, da mangiare ben caldo con una spolverata di parmigiano.
Mele tagliate a spicchi e cotte in padella con burro, zucchero e cannella, finché diventano lucide e dorate. Un dolce di dieci minuti da servire tiepido, con una pallina di gelato o da solo.