Polpette al sugo
Le polpette non si contano, si fanno abbondanti: una la assaggi in cucina, una la ruba il nipote e le altre arrivano in tavola. Morbide dentro, con il sugo che chiede il pane.
- 1 ora e 20 minuti
- Facile
- ×4
Dal quaderno di cucina
Accomodati, tesoro. Qui trovi i piatti che si facevano in casa: ingredienti semplici, procedimenti spiegati per bene e, in fondo a ogni ricetta, il consiglio che non si trova sui libri.

50 ricette inedite di antipasti, dal Piemonte alla Sicilia.
9,90 €Vedi offertaLe polpette non si contano, si fanno abbondanti: una la assaggi in cucina, una la ruba il nipote e le altre arrivano in tavola. Morbide dentro, con il sugo che chiede il pane.
Quando il tempo è poco ma la voglia di un secondo come si deve è tanta, ci sono le scaloppine: dieci minuti in padella e sembra che tu abbia cucinato tutto il pomeriggio.
L'arrosto è il secondo delle occasioni: si mette in forno e ti lascia in pace, mentre la casa si riempie di un profumo che chiama tutti a tavola.
Questo è il piatto delle domeniche d'inverno, quando fuori piove e il fuoco sta basso per tre ore. La carne diventa così tenera che il coltello quasi non serve.
Si chiamava così perché era il piatto che si preparava con quel che c'era in casa quando gli uomini tornavano tardi. Pomodoro, olive e tanto pane per la scarpetta.
Un piatto che scalda le ossa. Le patate si sfaldano appena e legano il sugo: quando lo giri col cucchiaio di legno capisci da solo che è pronto.
Con due uova e una cipolla si cena. La frittata è la salvezza delle sere di corsa, e fredda il giorno dopo, dentro il pane, è la merenda migliore del mondo.
Il baccalà era il pesce dei giorni di magro, quello che si teneva in casa e si metteva a bagno il giorno prima. Con pomodoro e olive diventa un piatto da festa.
Il pesce al forno non vuole tante cerimonie: un buon olio, il limone, le patate sotto che si insaporiscono. È un piatto elegante che sembra difficile e non lo è.
Il polpettone era il modo di far bastare la carne per tutti. Si affetta a tavola davanti a tutti, e quel momento in cui si vede il cuore di uovo vale la fatica.
Un secondo senza carne che sazia come pochi. Salvia, aglio e pomodoro: tre cose da niente che insieme fanno un piatto che sa di cucina povera e di casa.
Si chiamano così perché saltano in bocca, tanto sono buoni e tanto poco durano nel piatto. Vitello, prosciutto e salvia: tre ingredienti e non uno di più.
Alta, con l'osso e dorata nel burro. Non è una fettina impanata qualunque: è la domenica di Milano nel piatto.
Un umido di mare gentile, con il sughetto che chiede pane. Si cuoce piano, mentre in casa profuma tutto.
Carne bianca, profumo di rosmarino e salvia, e un fondo di cottura da raccogliere con il pane. Il piatto di campagna per eccellenza.
Una teglia sola, mezz'ora di forno e la cena è servita. Le patate prendono il sapore della salsiccia e diventano la parte più buona.
Si fanno il sabato pomeriggio, chiacchierando in cucina. Cuociono piano nel sugo e la domenica sono ancora più buoni.
Il baccalà fritto alla vigilia è un rito: pezzi dorati e croccanti che si mangiano caldi, in piedi, mentre la cena si prepara. La pastella leggera con la birra fredda è il segreto di quella crosta che fa rumore.
Il cappone è il re della tavola di Natale: carne morbida, pelle dorata e un ripieno di salsiccia e pane che profuma tutta la casa. Richiede un po' di tempo, ma il forno lavora per te e tu ti godi la famiglia.
A mezzanotte si mangiano le lenticchie perché portano fortuna, una per ogni moneta. Con il cotechino sopra, fumante e saporito, è il piatto che chiude l'anno e apre quello nuovo come si faceva una volta.